Elezioni in Svizzera: software e standard liberi
Il 23 ottobre 2011 in Svizzera ci saranno le elezioni dell’Assemblea Federale: gli elettori voteranno per eleggere i 200 consiglieri del Consiglio Nazionale e i 46 del Consiglio degli Stati. Proprio in vista di questo evento, la Free Software Foundation Europe ha deciso di intervistare esponenti da tutti i partiti per rendere pubblica la posizione di ognuno a riguardo del software libero e degli standard aperti.
Quasi tutti i candidati hanno dichiarato di essere favorevoli all’utilizzo di formati aperti per lo scambio d’informazioni con la pubblica amministrazione e gli enti pubblici, inoltre si sono dichiarati favorevoli all’utilizzo di software libero, gratuito e indipendente dalle piattaforme nelle scuole e negli asili.
Software Freedom Day 2011
S’è tenuto da poco il Software Freedom Day, ovvero la giornata mondiale per il software libero. L’evento è meno famoso del Linux Day, forse complice del fatto è la data dell’evento, che cade intorno alla metà di settembre. Perché nasce? Chi c’è dietro? Cosa possiamo imparare?
Ultimissime sui driver liberi: S3TC e OpenGL 3.0
Intel si aspetta, in via ufficiale, che Mesa supporti OpenGL 3.0 entro la fine del 2011. In realtà ciò non è nulla di particolarmente nuovo: era già noto che lo sviluppo è in stato avanzato e che ormai è solamente questione di mesi. Proviamo a fare un rapido riepilogo dello stato del supporto a OpenGL, ma prima un piccolo annuncio che approfondiremo in seguito: il brevetto su S3TC potrebbe essere stato invalidato.
Le specifiche di OpenGL 3.0 sono state pubblicate nel luglio del 2008 e, a distanza di poco più di tre anni, il supporto è quasi stato completato: se ciò dovesse accadere, Mesa 7.12 verrebbe ribattezzato 8.0. In tutto questo tempo, tuttavia, Khronos Group ha rilasciato nuove specifiche: 3.1, 3.2, 3.3, 4.0, 4.1 e, recentemente, 4.2. Ognuna di queste è supportata dai driver proprietari ATI e nVidia e, attualmente, non ci sono piani ufficiali per il supporto da parte dei driver liberi, tuttavia almeno per il ramo 3.X c’è da sottolineare che una parte sostanziosa del lavoro è stata già fatta.
Calcolo libero
Riprendendo l’articolo di Matteo “Liberiamo la scuola”, voglio segnalarvi alcuni utili programmi liberi per il calcolo scientifico, che si pongono come alternative ai proprietari e costosi Matlab o Wolframalpha, e per la simulazione in ambito fisco e chimico.
Ecco cosa ci offre il mondo del software libero in ambito scientifico:
Software libero in Europa
Il Ministro degli Interni della Romania ha deciso di far scrivere un nuovo software per gestire i dati sui criminali, con circa 2.85 milioni di euro come budget. Fin qui tutto normale, se non fosse che uno dei requisiti del progetto è che non vengano utilizzate licenze open source. Il Ministro non ha ancora fornito spiegazioni sul motivo per cui una licenza libera sarebbe dannosa.
Perché questo sarebbe un problema? In primis perché limiterebbe la concorrenza e scoraggerebbe le aziende ad investire sul software libero, spingendole a adottare licenze proprietarie per i loro prodotti per paura di essere escluse dalla competizione, ma anche perché tutto ciò avverrebbe a danno dei cittadini romeni, che finirebbero per pagare un mucchio di soldi per del codice non liberamente controllabile né tanto meno di possesso della collettività.
Dal resto dell’Europa, tuttavia, arrivano notizie in totale opposizione alla scelta della Romania.
Diaspora e Identi.ca
Chi ha detto che esistono solo Facebook e Twitter? Due nuovi progetti liberi stanno venendo alla ribalta: Diaspora e Identi.ca. Quali sono i loro punti di forza?
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Motori di ricerca alternativi
Più del 90% dei navigatori utilizza Google come motore di ricerca. Ha degli ottimi algoritmi, è veloce, comodo, le ricerche si affinano man mano che visitiamo i risultati che ci interessano di più. Si integra con Google+, così possiamo vedere quali sono i siti consigliati dai nostri amici, tiene una propria cronologia, ci mostra le pubblicità che ci potrebbero interessare. Eppure non riesce a soddisfare del tutto le necessità di alcuni esigenti internauti, come il sottoscritto.
Mi sono guardato in giro, cercando motori di ricerca che rispettassero due principali caratteristiche: il rispetto della privacy, e la libertà del codice sorgente. Che cosa ho trovato?
Liberiamo la scuola!
Anche quest’anno scolastico è alle porte e anche questo sarà un anno segnato dagli sprechi, dalle centinaia di euro per acquistare il materiale didattico e da tutto quello che, purtroppo, contraddistingue in negativo la scuola del Bel Paese. L’istruzione italiana sta peggiorando di anno in anno secondo le classifiche internazionali e lo spazio su questo blog è troppo stretto per elencare tutti i suoi problemi e tutte le possibili soluzioni.
A nostro giudizio è diritto e dovere dei cittadini fare delle analisi, riflettere e avanzare delle proposte e, per quanto concerne software e contenuti liberi, abbiamo intenzione di farlo attraverso questo blog. Come già detto da Francesco, lo Stato italiano spreca miliardi di euro ogni anno per acquistare licenze di software proprietario. Rimpiazzarlo permetterebbe di reinvestire quei soldi nell’istruzione stessa (o, quanto meno, di ristrutturare le scuole che cadono a pezzi), ad esempio fornendo più servizi agli studenti o acquistando materiale didattico.
Dovremo dire addio al dual boot?
A breve, potrebbe accadere di passare per un centro commerciale, comprare un computer e non poterci installare Linux. Avete letto bene: certi computer potrebbero non permettere ai legittimi proprietari di avviare sistemi operativi “non autorizzati”. Questo incubo potrebbe diventare facilmente realtà se i produttori di computer sfruttassero una funzione di UEFI (considerato l’evoluzione del BIOS), chiamata secure boot. In cosa consiste questa particolare caratteristica?
Piccoli driver liberi crescono
I driver proprietari non danno alcuna garanzia: in qualsiasi momento le aziende produttrici potrebbero limitare il tuo hardware e chiederti di pagare per sbloccare le funzionalità, potrebbero cessare il supporto per il tuo sistema operativo oppure potrebbero presentare dei bug ad-hoc per impedirti di utilizzare un determinato software. Fantascienza? Assolutamente no: è solamente una possibilità da tenere in conto, così come è possibile che contengano del codice che invia informazioni su di te e sul tuo hardware all’azienda stessa. Quando accetti l’EULA, l’azienda declina ogni responsabilità per qualsiasi tipo di aggiornamento o modifica, incluso l’apportare modifiche che potresti non gradire.
La GNU GPL e le altre licenze libere, invece, tutelano gli utenti e danno delle garanzie. Il software libero, per essere tale, non deve poter discriminare gli utenti, quindi se al produttore della tua scheda video non piacesse il tuo processore o la tua scheda madre, non potrebbe sabotare il suo stesso driver (e se anche lo facesse, verrebbe sicuramente scoperto e il codice verrebbe ripristinato). Per quanto riguarda le schede video in particolare, due aziende hanno deciso di collaborare con la comunità per fornire driver liberi, riconoscendo il valore aggiunto che questi hanno: Intel, che per GNU/Linux offre esclusivamente i driver liberi, e AMD, che li offre in alternativa ai Catalyst (che non può rendere liberi per motivi legali). In passato la situazione era ben peggiore, come del resto ha scritto Francesco in questo post, ma c’è ancora molto da fare.









