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Posts from the ‘Casi di studio’ Category

28
set

Elezioni in Svizzera: software e standard liberi

Stemma della Svizzera

Lo stemma della Svizzera

Il 23 ottobre 2011 in Svizzera ci saranno le elezioni dell’Assemblea Federale: gli elettori voteranno per eleggere i 200 consiglieri del Consiglio Nazionale e i 46 del Consiglio degli Stati. Proprio in vista di questo evento, la Free Software Foundation Europe ha deciso di intervistare esponenti da tutti i partiti per rendere pubblica la posizione di ognuno a riguardo del software libero e degli standard aperti.

Quasi tutti i candidati hanno dichiarato di essere favorevoli all’utilizzo di formati aperti per lo scambio d’informazioni con la pubblica amministrazione e gli enti pubblici, inoltre si sono dichiarati favorevoli all’utilizzo di software libero, gratuito e indipendente dalle piattaforme nelle scuole e negli asili.

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24
set

Hanno ucciso l’N9, chi sia stato…

MeeGo logo

Il logo di MeeGo

lo si sa. Ma non c’è riuscito bene, tanto che l’N9 ha recentemente segnato il sold out in Finlandia e questo maldestro tentativo di eliminare MeeGo dal mercato potrebbe rivelarsi un boomerang di dimensioni mastodontiche. Però, prima di parlarvi di questo, sarebbe bene procedere con ordine e ripercorrere la storia di questo sventurato smartphone.

All’inizio c’era un prototipo e delle foto online. Quello fu il primissimo N9, considerato il successore naturale dell’N900, con tastiera full-QWERTY a scomparsa e con MeeGo. L’alternativa di Nokia all’iPhone, e badate bene: parliamo di alternativa, non di un prodotto equivalente. In sostanza esteticamente sarebbe dovuto essere come l’N950 di oggi, quello relegato a ‘developer edition’ in edizione limitata e senza display AMOLED.

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13
set

Software libero in Europa

Bandiera dell'Unione Europea

La bandiera dell'Unione Europea

Il Ministro degli Interni della Romania ha deciso di far scrivere un nuovo software per gestire i dati sui criminali, con circa 2.85 milioni di euro come budget. Fin qui tutto normale, se non fosse che uno dei requisiti del progetto è che non vengano utilizzate licenze open source. Il Ministro non ha ancora fornito spiegazioni sul motivo per cui una licenza libera sarebbe dannosa.

Perché questo sarebbe un problema? In primis perché limiterebbe la concorrenza e scoraggerebbe le aziende ad investire sul software libero, spingendole a adottare licenze proprietarie per i loro prodotti per paura di essere escluse dalla competizione, ma anche perché tutto ciò avverrebbe a danno dei cittadini romeni, che finirebbero per pagare un mucchio di soldi per del codice non liberamente controllabile né tanto meno di possesso della collettività.

Dal resto dell’Europa, tuttavia, arrivano notizie in totale opposizione alla scelta della Romania.

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9
set

Liberiamo la scuola!

Lavagna (tema Oxygen)

La classica lavagna

Anche quest’anno scolastico è alle porte e anche questo sarà un anno segnato dagli sprechi, dalle centinaia di euro per acquistare il materiale didattico e da tutto quello che, purtroppo, contraddistingue in negativo la scuola del Bel Paese. L’istruzione italiana sta peggiorando di anno in anno secondo le classifiche internazionali e lo spazio su questo blog è troppo stretto per elencare tutti i suoi problemi e tutte le possibili soluzioni.

A nostro giudizio è diritto e dovere dei cittadini fare delle analisi, riflettere e avanzare delle proposte e, per quanto concerne software e contenuti liberi, abbiamo intenzione di farlo attraverso questo blog. Come già detto da Francesco, lo Stato italiano spreca miliardi di euro ogni anno per acquistare licenze di software proprietario. Rimpiazzarlo permetterebbe di reinvestire quei soldi nell’istruzione stessa (o, quanto meno, di ristrutturare le scuole che cadono a pezzi), ad esempio fornendo più servizi agli studenti o acquistando materiale didattico.

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23
ago

La Nuova Zelanda sceglie Creative Commons

Creative Commons logo

Il logo di Creative Commons

L’8 agosto 2011 la Nuova Zelanda ha approvato la Declaration on Open and Transparent Government  (Dichiarazione sul Governo Aperto e Trasparente), un documento nel quale il governo neozelandese si impegna a rilasciare gratuitamente tutti i dati che possiede ai cittadini. Non si tratta solo di gratuità: il governo potrebbe infatti, come del resto è pratica comune, impedire che vengano fatte opere derivate, che vengano redistribuiti o, addirittura, anche solo citati; invece in questo caso si impegna a lasciare ai cittadini ogni libertà sull’utilizzo di quei dati.

Analizziamo brevemente quali sono le motivazioni di questa decisione. In primo luogo viene evidenziata la necessità, sia per il settore privato che per quello comunitario, di avere dati oggettivi per migliorare il tessuto economico, sociale e ambientale dell’isola, permettendo ai cittadini di essere più coinvolti nelle scelte del governo. Questo in particolare si riferisce ai dati riguardanti il settore pubblico: una volta diffusi, permetterebbero ai cittadini di valutare oggettivamente e con metri di paragone la qualità e l’efficienza del servizio e, eventualmente, di proporre dei miglioramenti.

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22
ago

25.000 nuovi utenti per LibreOffice

LibreOffice logo

Il logo comunitario di LibreOffice

A Copenaghen, capitale danese, un gruppo di tredici ospedali ha deciso di migrare a LibreOffice: quasi tutti i 25.000 dipendenti inizieranno ad usare la nota suite d’ufficio a partire dall’inizio del prossimo anno. Tutto è iniziato con la decisione di passare ad un ambiente virtualizzato per permettere ai lavoratori di accedere al proprio desktop da qualsiasi terminale: tutto bene se non fosse che i costi delle licenze per il software proprietario si sono rilevati veramente eccessivi, poiché sarebbe stato necessario acquistare una licenza per ognuno dei 2.500 terminali.

Questa migrazione porterà ad un risparmio superiore ai 5 milioni di euro (ovvero 40 milioni di corone danesi) e verrà fatta gradualmente, eventualmente rinnovando alcune licenze di software proprietario e con corsi di apprendimento per i dipendenti. Vivian Thomsen, responsabile dell’informatica del gruppo, sostiene che la maggior parte degli impiegati avranno pochi problemi ad affrontare il cambiamento poiché comunque abituati ad utilizzare solo le funzionalità di base delle applicazioni.

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