Il DDL intercettazioni ucciderà il web Scritto da Nedanfor
Salvo modifiche, naturalmente. Ucciderà Wikipedia, ucciderà praticamente ogni sito web esistente e, per quello che conta, ucciderà anche Frande. Come? Citiamo il comma 29, a pagina 24 del Disegno di legge – Norma in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali:
«[...] Per i siti informatici, ivi compresi giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»
Facciamo un esempio pratico: se decidessimo di scrivere un articolo sulle melanzane, il signor Mario Melanzana potrebbe chiederci di pubblicare la seguente dichiarazione: «Il signor Mario Melanzana, nato a Roma il giorno tal dei tali, si dissocia totalmente da quanto scritto in questo articolo e non si rispecchia con la descrizione che viene fatta della sua persona». Naturalmente nessuna persona dotata di buon senso penserebbe che un articolo culinario si possa riferire ad una persona… ma il problema è proprio questo.
Non vi è la certezza che una norma del genere venga usata con buon senso, dato che non è previsto che un’autorità di garanzia, come la magistratura, valuti se la richiesta è sensata o meno: saremmo costretti a farla per via della legge e, se ci opponessimo, saremmo in torto. Inoltre si prospettano utilizzi ben più pericolosi di quello dell’ipotetico signor Melanzana: pensate al caso della Foxconn in Cina. Se volessimo scrivere un articolo su un’azienda che fa produrre i suoi dispositivi dalla Foxconn, sfruttando quindi i lavoratori, questa potrebbe chiederci di scrivere che ciò non è vero, anche se avessimo delle prove. Ciò si configura, a nostro vedere, come censura.
Il nostro non voleva e non vuole essere un blog che esprime opinioni politiche, ma in questo caso riteniamo che sia necessario esprimere il nostro dissenso verso una legge che ci costringerebbe alla chiusura.
Per approfondire: Comunicato di Wikipedia, 4 ottobre 2011
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Salvo modifiche, naturalmente. Ucciderà Wikipedia, ucciderà praticamente ogni sito web esistente e, per quello che conta, ucciderà anche Frande. Come? Citiamo il comma 29, a pagina 24 del Disegno di legge – Norma in materia di intercettazioni telefoniche, telematiche e ambientali:
«[...] Per i siti informatici, ivi compresi giornali quotidiani e periodici diffusi per via telematica, le dichiarazioni o le rettifiche sono pubblicate, entro quarantotto ore dalla richiesta, con le stesse caratteristiche grafiche, la stessa metodologia di accesso al sito e la stessa visibilità della notizia cui si riferiscono»
Facciamo un esempio pratico: se decidessimo di scrivere un articolo sulle melanzane, il signor Mario Melanzana potrebbe chiederci di pubblicare la seguente dichiarazione: «Il signor Mario Melanzana, nato a Roma il giorno tal dei tali, si dissocia totalmente da quanto scritto in questo articolo e non si rispecchia con la descrizione che viene fatta della sua persona». Naturalmente nessuna persona dotata di buon senso penserebbe che un articolo culinario si possa riferire ad una persona… ma il problema è proprio questo.
Non vi è la certezza che una norma del genere venga usata con buon senso, dato che non è previsto che un’autorità di garanzia, come la magistratura, valuti se la richiesta è sensata o meno: saremmo costretti a farla per via della legge e, se ci opponessimo, saremmo in torto. Inoltre si prospettano utilizzi ben più pericolosi di quello dell’ipotetico signor Melanzana: pensate al caso della Foxconn in Cina. Se volessimo scrivere un articolo su un’azienda che fa produrre i suoi dispositivi dalla Foxconn, sfruttando quindi i lavoratori, questa potrebbe chiederci di scrivere che ciò non è vero, anche se avessimo delle prove. Ciò si configura, a nostro vedere, come censura.
Il nostro non voleva e non vuole essere un blog che esprime opinioni politiche, ma in questo caso riteniamo che sia necessario esprimere il nostro dissenso verso una legge che ci costringerebbe alla chiusura.
Per approfondire: Comunicato di Wikipedia, 4 ottobre 2011
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