Software Freedom Day 2011 Scritto da Frafra
S’è tenuto da poco il Software Freedom Day, ovvero la giornata mondiale per il software libero. L’evento è meno famoso del Linux Day, forse complice del fatto è la data dell’evento, che cade intorno alla metà di settembre. Perché nasce? Chi c’è dietro? Cosa possiamo imparare?
La manifestazione ha i seguenti obiettivi:
- Celebrare il software libero e la sua comunità
- Far comprendere cosa sono il software libero e i formati aperti, e incoraggiarne l’adozione
- Ridurre il digital divide grazie all’uso delle tecnologie
- Promuovere discussioni costruttive sui diritti e doveri nella società dell’informazione
- Essere un punto di riferimento per le aziende e le persone che condividono gli ideali della manifestazione
- Essere un’organizzazione pragmatica, trasparente e responsabile
Rispetto al classico Linux Day si mette in un’ottica molto più ampia, cercando di coprire anche aspetti che vanno aldilà della semplice definizione di software libero, arrivando a parlare di etica del software libero e della tecnologia in generale.
Tra i vari sponsor ci sono: Canonical, Google, Nokia, FreeBSD, Lemote (l’azienda produttrice dell’unico nettop completamente libero) Free Software Foundation, Joomla, oltre a varie riviste del settore.
Una delle cose che mi ha colpito di più è stata la seguente affermazione, presente sul sito, nella sezione nella quale si parla del legame tra tecnologia e libertà:
“Not often are our basic rights thought of in the context of technology, but as more and more our lives are dependent on technology [...] What does this mean to you? It means that the basic human freedoms you take for granted are only as free as the technologies you use.”
Traduzione: “I nostri diritti fondamentali non sono spesso pensati in un contesto tecnologico, ma le nostre vite dipendono sempre di più dalla tecnologia [...] Cosa significa questo? Significa che i diritti fondamentali dell’uomo che vengono dati per scontati sono liberi nella maniera in cui lo sono le tecnologie utilizzate.”
Il software libero non è solo un buon modo per sviluppare bene un programma: è principalmente un mezzo per essere più liberi. Non dimentichiamocelo.
Infine desideriamo scusarci per non aver pubblicato articoli venerdì e sabato, e per pubblicarli in un orario diverso dal solito. Purtroppo abbiamo avuto alcuni problemi (io ad esempio sono reduce da una brutta influenza). Ci impegneremo per mantenere il ritmo e la qualità che hanno contraddistinto Frande fin dall’inizio.
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S’è tenuto da poco il Software Freedom Day, ovvero la giornata mondiale per il software libero. L’evento è meno famoso del Linux Day, forse complice del fatto è la data dell’evento, che cade intorno alla metà di settembre. Perché nasce? Chi c’è dietro? Cosa possiamo imparare?
La manifestazione ha i seguenti obiettivi:
- Celebrare il software libero e la sua comunità
- Far comprendere cosa sono il software libero e i formati aperti, e incoraggiarne l’adozione
- Ridurre il digital divide grazie all’uso delle tecnologie
- Promuovere discussioni costruttive sui diritti e doveri nella società dell’informazione
- Essere un punto di riferimento per le aziende e le persone che condividono gli ideali della manifestazione
- Essere un’organizzazione pragmatica, trasparente e responsabile
Rispetto al classico Linux Day si mette in un’ottica molto più ampia, cercando di coprire anche aspetti che vanno aldilà della semplice definizione di software libero, arrivando a parlare di etica del software libero e della tecnologia in generale.
Tra i vari sponsor ci sono: Canonical, Google, Nokia, FreeBSD, Lemote (l’azienda produttrice dell’unico nettop completamente libero) Free Software Foundation, Joomla, oltre a varie riviste del settore.
Una delle cose che mi ha colpito di più è stata la seguente affermazione, presente sul sito, nella sezione nella quale si parla del legame tra tecnologia e libertà:
“Not often are our basic rights thought of in the context of technology, but as more and more our lives are dependent on technology [...] What does this mean to you? It means that the basic human freedoms you take for granted are only as free as the technologies you use.”
Traduzione: “I nostri diritti fondamentali non sono spesso pensati in un contesto tecnologico, ma le nostre vite dipendono sempre di più dalla tecnologia [...] Cosa significa questo? Significa che i diritti fondamentali dell’uomo che vengono dati per scontati sono liberi nella maniera in cui lo sono le tecnologie utilizzate.”
Il software libero non è solo un buon modo per sviluppare bene un programma: è principalmente un mezzo per essere più liberi. Non dimentichiamocelo.
Infine desideriamo scusarci per non aver pubblicato articoli venerdì e sabato, e per pubblicarli in un orario diverso dal solito. Purtroppo abbiamo avuto alcuni problemi (io ad esempio sono reduce da una brutta influenza). Ci impegneremo per mantenere il ritmo e la qualità che hanno contraddistinto Frande fin dall’inizio.
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Credo che il Linux Day sia da noi piu’ sentito in quanto esiste da quasi il doppio del tempo…
E comunque il tenore dei contenuti tende ad essere lo stesso: da un pezzo il “Linux Day” e’ “Linux” solo nel nome, numerosi eventi includono talk sugli aspetti filosofici ed etici del freesoftware (nonche’ su applicativi web liberi, che poco hanno a che fare col sistema operativo, o su temi di attualita’ come il DRM).
@Bob: Esattamente. “Linux Day” è un’ottima trovata pubblicitaria
La gente non sa cosa sia il software libero, ma magari conosce il nome “Linux”. Ultimamente anche i media tradizionali sembrano essersi accorti di queste iniziative
Purtroppo nella mia esperienza questo non capita spesso, le critiche sono quasi sempre per partito preso e per sentito dire.