Passa all'articolo
RSS Feed

19 settembre 2011

Cultura, pubblico dominio e… pirati
Scritto da

Pirate Party Logo

Logo del Partito Pirata

Un’opera si dice di pubblico dominio nel caso in cui il diritto d’autore (copyright) sia scaduto o assente. Ma quando scade il diritto d’autore? In quasi tutto il mondo, salvo sporadiche eccezioni, scade 70 anni dopo la morte dell’autore (e, nel caso ci fossero più autori, 70 anni dopo la morte dell’ultimo sopravvissuto tra essi). Questo significa che opere che de facto sono parte della nostra cultura necessiteranno ancora di molti anni prima di diventare liberamente riproducibili.

Facciamo qualche esempio: i libri di Orwell diventeranno di pubblico dominio solo nel 2021, le canzoni di De André nel 2070, quelle di Michael Jackson nel 2080. Per fare una cover di De André, anche se non vi è alcuna intenzione di registrarla o redistribuirla, è necessario chiedere il permesso alla SIAE e, naturalmente, pagare, così come per stampare qualche pagina di 1984, anche senza fini di lucro, è necessario fare un accordo con l’editore.

Mi sembra chiaro che questo cozzi con la modernità: noi crediamo nella libera circolazione delle idee e del sapere, ma per canticchiare in strada una canzone, che ormai è parte della cultura popolare (che sia Thriller o Bocca di rosa), bisognerebbe avere un permesso e aver pagato la SIAE? Perché si è arrivati a questo punto?

Questo sistema è una tutela per i grandi produttori, che fanno firmare contratti di esclusiva agli autori: oggi i diritti delle canzoni di De André non sono detenuti dal figlio, ma bensì da Ricordi. La famiglia ne riceve ancora benefici, ma delle canzoni scritte negli anni ’70 permettono a tanti dirigenti di non doversi guadagnare il pane dopo 41 anni.

Il 1° gennaio 2006, con lo scopo di cambiare questo sistema, in Svezia nacque il Piratpartiet (Partito Pirata). Nel 2009, alle elezioni europee, ricevette il 7% dei voti da parte degli svedesi e vennero eletti due rappresentanti a Strasburgo. Oggi, durante la Giornata Internazionale del Parlare come i Pirati siamo felici di annunciarvi che il Piratenpartei (Partito Pirata della Germania), alle elezioni dello stato di Berlino, ha ottenuto quasi il 9% dei voti: che ci sia un nuovo spettro che si aggira per l’Europa?

 

Approfondimento sulle elezioni: Elezioni dello Stato di Berlino, 2011

I commenti sono chiusi.